Riparte Pietro Rosenwirth, il biker disabile contro le barriere architettoniche e sociali

Pietro Rosenwirth, 43 anni, di Udine ma triestino d’adozione, invalido civile, ha annunciato il suo nuovo “viaggio-esempio” nei Paesi dell’Europa Occidentale e Centrale, con Handytrike, il motoveicolo a tre ruote multi adattato, anche grazie agli accessori GIVI, con il quale Pietro compie lunghi percorsi nel mondo per promuovere la non discriminazione tra “normo-considerati” e “handicappati” (definizioni nette e, proprio per questo, preferite da Pietro nei suoi interventi, testimonianze). Nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, svoltasi il 4 maggio nel Comune di Trieste – ente patrocinatore – Pietro ha dichiarato tra l’altro: “C’è stato un periodo in cui la realizzazione del viaggio è stata messa a rischio dal voltafaccia incredibile di uno dei sostenitori… Devo quindi ringraziare ancora di più chi mi è rimasto accanto come GIVI, gli altri sostenitori e tutte le persone che con le loro donazioni hanno reso possibile anche questo 3° viaggio!”

Il tour “Viaggiare per un Sogno: oltre le barriere”, che infatti è anche il nome della associazione onlus umanista fondata da Rosenwirth, è alla terza edizione e avrà inizio il prossimo primo giugno alle ore 10 dallo spiazzo di San Giusto (antistante alla Cattedrale omonima, uno dei  luoghi-simbolo di Trieste) alla volta di Genova. Poi toccherà Montecarlo, Marsiglia, Barcellona, Valencia, Madrid, Saragozza, Tolosa, Bordeaux, Poitiers, Parigi, Bruxelles, Rotterdam, Amsterdam, Amburgo, Berlino, Praga, Salisburgo, Tarvisio, Lubiana. Infine il rientro a Trieste il 20 luglio. Tra gli obiettivi concreti: promuovere l’adozione della “Dichiarazione ONU dei Diritti delle Persone con Disabilità”, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006 e ratificata dal Parlamento italiano nel 2009, un documento che rappresenta un importante risultato raggiunto dalla comunità internazionale in quanto prima non esisteva in materia di disabilità uno strumento internazionale vincolante per gli Stati. Complessivamente, il viaggio di Rosenwirth sarà lungo quanto i primi due messi insieme, “come metafora del superamento degli ostacoli e dei limiti  logistici, culturali, sociali che a tutt’oggi le persone con disabilità possono incontrare, nonostante in Europa siano stati abbattuti altri muri e confini”, spiega Pietro.

D.R.

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