Le Special di Paolo Pagani

Dopo l’articolo pubblicato nel Dicembre del 2007 su Moto Tecnica, Paolo Pagani ha continuato a sviluppare le sue moto su base Suzuki SV 650

Nella sua officina Paolo è in grado di svolgere quasi tutti i lavori necessari per allestire le sue Special e l’attrezzatura è cresciuta nel tempo mano a mano che si presentavano nuove lavorazioni da eseguire. Ne sono un esempio l’angolo dedicato alla formatura e allo stampaggio di piccoli particolari in carbonio (che nei casi più impegnativi sono affidati a specialisti esterni che operano con l’autoclave), oppure una fresatrice a controllo numerico che Paolo ha collegato al suo PC e riesce a far funzionare in ambiente CAD/CAM.L’utilizzo del motore Suzuki SV650 è stata una scelta fatta qualche anno fa e che ha confermato la sua validità: il bicilindrico giapponese e robusto e sufficientemente potente da consentire a Pagani di concentrarsi principalmente sulla parte ciclistica.

E’ così arrivato a progettare e a realizzare un telaio nuovo decisamente più racing rispetto l’originale che permette ampi margini di regolazioni quali: l’inclinazione dell’asse di sterzo e l’offset delle piastre di sterzo per mezzo di boccole, la modifica della progressione della sospensione andando a progettare e disegnare un diverso link, l’altezza del retrotreno regolando la lunghezza del tirante del link della sospensione e la regolazione del pivot forcellone che permette di variare l’altezza del perno del forcellone.

Di grande utilità e facilità d’utilizzo è il software parametrico utilizzato da Pagani per disegnare ogni componente della moto. Il modello finale, infatti, rappresenta in 3D la moto completa e ogni modifica a uno dei parametri di riferimento per l’assetto comporta in automatico l’aggiornamento dell’assetto generale del veicolo, consentendo di verificarne l’effetto. Tipicamente gli input sono la quota dello  sfilamento della forcella dalla piastra, al valore dello schiacciamento della forcella e del monoammortizzatore (valori del sag), i diametri di pignone e corona; partendo da questi e “con un click” si ottengono i dati di output quali l’avancorsa, l’angolo di sterzo, il tiro catena. Ne parleremo in dettaglio in un prossimo articolo nel quale Pagani ci svelerà tutti i suoi segreti.

franco daudo

Redazione: Moto Tecnica Moto Storiche & d'Epoca