Un special partendo da un Honda CBX 1000

Un special partendo da un Honda CBX 1000

Realizzare una Special partendo da una moto d’epoca di pregio è spesso considerato un sacrilegio, ma come resistere al suono di sei cilindri?

 

 

Il nostro lettore Lorenzo Greco ci ha mandato le foto dell’ultima creatura che è andata ad arricchire la collezione del padre, grande appassionato di moto e auto storiche. La base di partenza è stata una Honda CBX 1000 seconda serie del 1982. Un mezzo di un certo valore storico, quando in condizioni originali, ma anche una eccellente base per una Special che oltre all’estetica attrae per il meraviglioso sound di scarico. Per l’allestimento Lorenzo si è rivolto all’officina Onlymachine (www.onlymachine.it) di Laterza (Ta), in cui opera Romolo Antonucci. Molte le modifiche, a cominciare dal reparto sospensioni che contano ora sull’avantreno di una Aprilia RSV 1000, incluso l’impianto frenante e il mono regolabile montato col forcellone di medesima provenienza che è stato adattato agli attacchi del telaio e poi cromato. Il serbatoio, in vetroresina, ha linea moderna e si appoggia ai due tubi superiori del telaio, lasciandoli giustamente in evidenza. La coda, anch’essa in vetroresina, ingloba un fanalino doppio ed è supportata da un telaietto appositamente ricostruito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni dettagli della bella Special proposta dal nostro lettore Lorenzo Greco: il complesso incrocio dei tubi di scarico all’uscita dalla testata, gli attraenti terminali dai quali possiamo immaginare quale musica esce e i carburaotri privati della scatola filtro a favore di quattro corti tromboncini in alluminio protetti da una semplice rete metallica antiintrusione. La forcella e il forcellone posteriore sono di provenienza Aprilia RSV 1000.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Interventi estetica per il motore (sabbiatura carter, lucidatura coperchi punterie ed esterni), ma all’aspirazione è stato eliminato il complessivo scatola filtro/sistema di aspirazione per sostituirlo con sei tromboncini di alluminio con una semplice rete anti intrusione. Lo scarico, vero pezzo forte di questo mezzo, è stato realizzato artigianalmente ed è del tipo 6 in 1 in 2 con un incrocio piuttosto complesso ma piacevole all’uscita dalla testa e i due terminali sotto la sella che a loro volta si sdoppiano in quattro aggressive uscite sagomate verso l’esterno. Carburatori liberi e scarico modificato hanno richiesto una ricalibrazione della carburazione. Il radiatore dell’olio è più grande dell’originale ed è stato montato sotto il cannotto, ben esposto al flusso d’aria. I cerchi da 17″ completano l’ammodernamento del mezzo, con la gomma posteriore che è ora una panciuta 180, ben proporzionata agli altri volumi del retrotreno.