Due Ruote e un motore (OSSA 5 parte)

Due Ruote e un motore (OSSA 5 parte)

 

In piedi sulla moto di Poli

Dopo tre ani di sviluppo la Ossa è giunta a un buon livello di efficienza e soprattutto di affidabilità. Il comportamento della moto è logicamente orientato verso le prestazioni di livello assoluto, peraltro già garantite dalla adeguata cubatura e corroborate da una messa a punto orientata a un comportamento piuttosto energico, che è poi la tendenza generalizzata del trial attuale, viste le dimensioni degli ostacoli e gli spazi esigui di rincorsa. Forcella e mono sono ben coniugati nel loro lavoro seppur con una taratura tendente al duro e con una idraulica sufficientemente sfrenata per agevolare la guida a balzi, ormai divenuta uno standard tecnico dell’attuale stile di guida. Il valore aggiunto di questo mezzo lo si trova negli ostacoli particolarmente verticali, dove anche pochi grammi di spinta a volte fanno la differenza, ma anche nelle zone in salita dove la moto tende a una maggiore stabilità sull’anteriore, grazie al particolare collocamento del serbatoio, pagando probabilmente qualcosa nella guida a ruota alta, situazione in cui le masse assumono altra dislocazione. Sempre di buon livello l’aderenza, nonostante l’energica spinta di questo motore ufficiale. Buona la frizione, leggermente trascinante a freddo, ma dotata di buona resistenza, sebbene il nostro test non sia durato a lungo. Performances adeguate per l’impianto frenante.