Finalmente Moto Tecnica è tornata!

Moto Tecnica Online #1 è realtà. Come potete immaginare si tratta di un progetto in continua evoluzione, proprio per la natura stessa del mezzo informatico che lo supporta. Sfogliatelo e interagite con i contenuti extra che troverete segnalati sulle pagine. Da lì sarete indirizzati direttamente ad altre fotografie, video, commenti e quant’altro consenta di approfondire l’argomento. E’ un mondo nuovo che stiamo anche noi scoprendo giorno dopo giorno e che vi invitiamo a condividere. Gratuitamente. Un primato, questo, che in Italia ci appartiene. E di cui siamo orgogliosi. Fateci sapere la vostra opinione in merito al nostro lavoro; non risparmiateci le critiche, suggerimenti e, magari, lasciatevi andare anche in qualche elogio… Potrete farlo sulla nostra pagina Facebook oppure scrivendomi direttamente al solito indirizzo mail f.daudo@supermototecnica.com. Tutto servirà a migliorare Moto Tecnica Online, che fra quattro settimane uscirà col #2. Nel frattempo vi ricordo che la rivista sarà nuovamente in edicola col secondo fascicolo 2015 ad agosto.

Ma se questa è stata la doverosa presentazione di ciò che vi apprestate a leggere, un editoriale per essere tale deve avere un tema e questa volta vorrei brevemente dire la mia sul tifo ‘calcistico’ cui abbiamo assistito al recente GP d’Italia al Mugello. Avrete letto dei fischi a Lorenzo durante la cerimonia della premiazione e anche del boato di compiacimento quando Marc Marquez è scivolato… Mio figlio, poco più che vent’enne, ha vissuto il week end del Mugello da spettatore ‘moto e tenda’, in mezzo a una marea di ‘tifosi’. E vi assicuro che è tornato a casa con un senso di profondo disagio per quello che ha visto e soprattutto sentito. Il fenomeno del tifo è complesso e ci sono fior di sociologhi che lo studiano in ogni sua forma e sfaccettatura. Ciò che però possiamo dire noi comuni mortali è che spesso i media contribuiscono in modo determinante ad alimentare certe esternazioni di persone facilmente suggestionabili e che, al contrario, possono dare una grossa mano a contenerle. Dice bene Guido Meda, quando asserisce che le folle mobilitate da Valentino Rossi non si erano mai viste nel motociclismo. E ha pure ragione quando dice che quando lui non correrà più, in mancanza di un sostituto degno del suo calibro mediatico il motociclismo tornerà ad essere seguito dai soliti quattro gatti. Ma mentre quando Panatta vinceva al Roland Garros si vendevano più racchette da tennis, quando Tomba dominava sulla neve si vendevano più sci e i successi olimpici delle nostre fiorettiste aumentava il numero di aspiranti schermitori, le moto continuano a restare invendute nei magazzini. Almeno qui in Italia. Mi sorge quindi il dubbio che serva un altro tipo di promozione per il motociclismo. Meno plateale ma più concreta nel far comprendere come la moto possa non solo essere un mezzo di divertimento, ma possa venire incontro alle esigenze future della mobilità.

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Buona lettura

 

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D.R.

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