Yamaha FZ1 – Black and Gold

Incontrare di persona i nostri lettori è una delle cose per le quali vale la pena fare questo lavoro. Vedere e fotografare le loro Special, frutto di sacrifici economici e di tante ore trascorse in officina, un piacere che ci accomuna attraverso la stessa passione. di Franco Daudo

“Buongiorno, sono Giuliano dalla provincia di Treviso”. Così iniziava la mail ricevuta un bel po’ di mesi orsono dal Veneto, terra assai prolifica in termini motociclistici, specie a livello di preparatori e costruttori di parti speciali. Treviso è piuttosto ‘fuori zona’ e dunque per recarmi da quelle parti normalmente unisco più di una visita. Questa volta la meta era l’officina di Franco Moro, vecchia conoscenza di Moto Tecnica, e quella di Massimiliano Castagner, in arte MaxPerformance ubicata in quel di Vittorio Veneto dove avrei trovato la Yamaha FZ1 di Giuliano Barrichello, oggetto di questo servizio. Max e Giuliano mi aspettano davanti all’officina in una bella giornata di sole, ideale per immortalare la bella Special che vedete fotografata. Giuliano ha già una bella esperienza motociclistica, avendo guidato una lunga serie di super sportive, sulle quali ha sempre in qualche modo aggiunto qualche tocco personale. “Sono arrivato a questa FZ1 perchè pur essendo più pratica nell’utilizzo quotidiano, manteneva il cuore sportivo che prediligo in una moto”, ha esordito Giuliano. “La base motoristica è eccellente e anche la ciclistica non è da meno, ma nonostante fossi soddisfatto dell’acquisto, la voglia di avere un mezzo più esclusivo, cucito attorno ai miei desideri, ben presto mi portò a imbastire un progetto nel quale ho coinvolto l’amico Max”. L’officina MaxPerformance è pulita e ordinata e fa capire che si lavora con metodo. Su un banco l’attrezzatura per la revisione e la taratura delle sospensioni, specialità di Castagner. In un’altra zona moto vecchie e nuove, pronte e in lavorazione. Ci sono perfino una Buell, una Suzuki RG500 da GP e una BMW R100 dalla quale nascerà una bella Special vintage.

All’avantreno svetta una Ohlins FGRT 801 con pinze Nissin radiali ricavate dal pieno adattate al montaggio sui piedini di supporto.

La regolazione del precarico molla e del freno idraulico.

Estetica & Tecnica Ma veniamo alla descrizione della Yamaha FZ1 Special. Si inizia con il lungo elenco di parti originali in plastica sostituite con altrettante realizzate in carbonio e reperite sul mercato dell’aftermarket in Italia, Francia e Cina: cover strumenti, cover airbox, coperture laterali faro con supporti frecce, fianchetti per radiatore, serbatoio e sotto sella, coperture laterali serbatoio e telaio, puntale, cover pignone, parafango anteriore e posteriore. I due tamponi laterali a protezione del telaio sono della Lightec, mentre la copertura monoposto per la sella è originale Yamaha. La fodera della sella è stata rifatta dall’officina Basso di Marzano (Ud). Le leve al manubrio sono state sostituite con delle Pazzoracing (frizione) e Brembo (freno), parte della pompa radiale 19 RCS. La forcella è una Ohlins FGRT 801 recuperata da una Yamaha R1 del 2008 con piastre della Style&Performance. Grosse novità nei freni: le pinze anteriori sono delle Nissin radiali ricavate dal pieno a 6 pistoncini che mordono dischi Braking Wave da 320 mm a pista stretta, mentre dietro c’è una pinza Brembo a 2 pistoncini. Per il montaggio delle pinze Max ha dovuto rialesare leggermente i fori sui piedini della forcella perché l’interasse non combaciava perfettamente. Ovviamente le tubazioni sono rinforzate con treccia metallica in stile aeronautico. Pezzo di gran classe il forcellone in lamiera d’alluminio scatolato realizzato dallo specialista inglese Harris e nato per la R1 in assetto SBK. L’adattamento di questo componente è stato senza dubbio quello che ha richiesto maggior impegno. La trasmissione sulla FZ1 è più esterna rispetto a quella della R1 per cui è stato necessario portare il piano di lavoro della catena lavorando con dei distanziali tra corona e mozzo. Il monoammortizzatore è un Ohlins PRXLS 46, anch’esso di derivazione R1 che è stato revisionato e preparato da Max con specifiche stradali; è stato fatto un nuovo tirante più lungo montato su uniball per ripristinare le altezze originali del retrotreno, poiché il mono R1 è più corto di quello dell’FZ1: “Questi e altri componenti di pregio li ho trovati e acquistati in rete frequentando il sito Subito.it, col prezioso supporto e i consigli di Max per evitare fregature. Era lui il preposto al montaggio ed era giusto che sapesse esattamente quello che andavo ad acquistare”. Per esaltare ancor più la brillantezza del motore, i rapporti sono stati accorciati togliendo un dente al pignone, mentre la trasmissione è stata alleggerita utilizzando corona, pignone e catena passo 520. Non potevano mancare una coppia di cerchi Marchesini Kompe in alluminio forgiato. MaxPerformance ha poi prelevato a piene mani dal catalogo Rizoma una lunga serie di dettagli per arricchire l’estetica del mezzo e aggiungere particolari realizzati dal pino in lega leggera: manubrio in tubo a sezione variabile da 22 a 28 mm, riser, manopole Sport Line, terminali manubrio, frecce Action, kit pedane regolabili REV, portatarga per la FZ8, vaschetta olio freno posteriore. E’ stato montato un ammortizzatore di sterzo trasversale Matris M2.

A sinistra, l’ammortizzatore di sterzo Matrix e il manubrio di diametro variabile Rizoma

A destra, il pezzo forte di questa Special il forcellone in alluminio scatolato della Harris, nato per la R1 SBK. Le pedane in ergal anodizzato nero sono della Rizoma.

A sinistr, il terminale Akrapovic è stato accorciato rispetto alla lunghezza originale. Le pedane posteriori sono di una Honda CBR 954 per poter alzare la linea dello scarico.

Al centro, per la pinza posteriore Brembo è stato realizzato un supporto apposito. Sull’esterno si vede la piastra di aggancio del cavalletto.

A destra, innumerevoli le parti in carbonio, acquistate da fornitori italiani, francesi e cinesi con l’ausilio di internet. 

Gli interventi sul motorePer quanto riguarda il motore Max ha installato un filtro Pipercross nell’airbox originale e ha sostituito lo scarico originale con un Akrapovic (omologato per l’uso stradale) costituito dal collettore in acciaio e dal  terminale in titanio col rivestimento in carbonio. Il nuovo forcellone ha implicato una modifica allo scarico, consistita nel taglio del collettore 4 in 1 subito dopo l’attacco per la sonda lambda e nella sostituzione del tratto in interferenza con la capriata con un altro modellato ad hoc da Felix, un artigiano locale specializzato in sistemi di scarico speciali. Il terminale, in origine piuttosto lungo e sgradito a Giuliano, è stato accorciato vistosamente col risultato di renderlo decisamente più grintoso. “L’erogazione è già ottima senza bisogno di una centralina aggiuntiva”, ha detto Giuliano.

Sotto, Massimiliano Castagner, titolare della MaxPerformance (tel. 320-8627700 – max-performance@libero.it), e Giuliano Barichello, preparatore e proprietario della moto.

“Abbiamo però in programma una modifica alla sensoristica, già sperimentata da Max su altri motori, che consente di incrementare ulteriormente e in modo evidente la coppia ai bassi. Questo, unito a una guida ineccepibile, merito delle sospensioni perfettamente adattate all’uso stradale e del forcellone, con dei freni da ‘ribaltamento’  Il risultato è una moto più maneggevole, con sospensioni perfettamente tarate per l’uso stradale, un motore con un’erogazione incredibile e una frenata da ‘ribaltamento” rendono l’uso della mia FZ1 appagante oltre a rendermi orgoglioso di possedere un mezzo che non passa certo inosservato!”. Come dargli torto?

Per informazioni: Massimiliano Castagner 320-8627700; Max-Performance@libero.it

Sotto, il piano su cui lavora la trasmissione a catena, ora passo 520, ha dovuto essere adattato al nuovo forcellone nato per la R1, utilizzando dei distanziali sotto la corona posteriore.