North West 200 2015

Si è svolta dal 10 al 16 maggio la velocissima North West 200 che si corre in Irlanda del Nord. Ce la descrive Diego Mola, fotografo appassionato di questo genere di gare.

 

Il tracciato, bellissimo e suggestivo, si chiama Triangle Circuit poiché lungo i supoi 14,3 chilometri tocca tre cittadine. La partenza è a pochi metri dal mare nella cittadina di Portstewart; da qui si arriva poi alla prima curva di York Corner che immette nella strada che porterà a Coleraine, da cui si ritornerà sulla costa passando per Portrush. Un triangolo dove si trovano diversi punti davvero spettacolari: York Corner vede arrivare i piloti in staccata tutti insieme con molti sorpassi; Station Corner è una curva velocissima e davvero incredibile da vedere dal vivo tanta è la velocità con cui viene affrontata; Black Bridge è uno dei miei punti preferiti, in cui si vedono arrivare le moto in uscita dalla Station Corner che dopo un piccolo scollinamento si impennano, e offrono uno scatto fotografico eccellente, con l’affascinante campagna irlandese a fare da cornice a moto e pilota. Suggestivo e tutto da vedere e gustare il tratto da Metropole Corner a Black Hill. C’è davvero di tutto: la curva stretta, la scenografica curva di Church Corner, poi il passaggio sotto la ferrovia a Dhu Varren, l’impennata e il tratto a gas spalancato per arrivare a Black Hill. questa è teoricamente “solo” una curva a sinistra in salita, ma in uscita ci si ritrova in discesa con l’anteriore che non vuole rimanere sull’asfalto: impennate assicurate. E’ un tracciato molto veloce dove Michael Rutter nel 2012 fece registrare il record di velocità di ben 335 Km/h! Il martedì ed il giovedì mattina sono dedicate alle prove, mentre il giovedì pomeriggio e la giornata del sabato sono dedicate alle gare. Purtroppo quest’anno non ci sono piloti italiani al via della gara.

Le gare: Senza ombra di dubbio il dominatore di questa edizione è stato Alastair Seeley, pilota trentaquattrenne della BSB inglese che corre la sua unica corsa stradale alla North West 200 per il team Tyco by Tas. Dopo aver dominato le prove, in gara ha vinto le due gare Supersport (Tyco by Tas Racing Suzuki GSX-R 600) e la gara di Superbike (Tyco BMW Motorrad Racing BMW S1000RR). Con queste tre Seeley ha portato a quindici il numero delle sue vittorie su questo tracciato, eguagliando il record storico di vittorie di Robert Dunlop e superando nomi del calibro di Joy Dunlop e Michael Rutter fermi a tredici vittorie. L’unico che è riuscito a togliere un podio al cannibale Seeley è stato Lee Johnston (East Cost Construction/Burdens BMW S1000RR) nella gara della Superstock.  Johnston è riuscito a tagliare il traguardo dopo una gara molto combattuta proprio davanti ad Alastair Seeley e a  Ian Hutchinson.

Nella categoria Supertwin la vittoria si è giocata tutta nel team SGS/Manx Gas by KMR Kawasaki che corrono su base Kawasaki ER-6. Nella prima gara Ryan Farquhar è riuscito a battere il suo compagno di squadra Jeremy McWilliams, mentre quest’ultimo ha tagliato il traguardo per primo nella seconda gara, seguito da Farquhar. In entrambe le gare è arrivato terzo il giovane Jamie Hamilton (Cookstown/Burrows Engineering Racing).

Non si sono corse alcune gare a causa della pioggia, del forte vento e di diversi incidenti. L’incidente più grave ha visto coinvolte tre moto e purtroppo una spettatrice. Nella curva a destra subito dopo York Corner, Dean Harrison ha urtato il marciapiede ed è caduto. Horst Saiger e Stephen Thompson che lo seguivano a poca distanza si sono toccati e una delle moto colpisce Violet McAfee, una spettatrice che appare subito la più grave. Per fortuna tutti sono stati presto giudicati fuori pericolo e oggi saranno già tornati alla normalità.

Il mondo Road Races: Una corsa stradale è anche piena di aneddoti, storie, flash che circondano quello che avviene sul tracciato. Mi viene in mente il casco del pilota canadese Dan Kruger serigrafato nel ricordo di Simon Andrews purtroppo deceduto l’anno scorso. Oppure gli amici italiani venuti a vedere le gare e che durante la giornata di sabato, la più intensa di gare e con l’afflusso maggiore di spettatori, sono stati ospiti nel giardino di fantastici padroni di casa che hanno provveduto a mantenerli a suon di birre e gli hanno pure offerto il pranzo a pochi passi dal tracciato.

E’ fantastico come la gente sia sempre disponibile ad aprire letteralmente le loro porte per festeggiare con un ospite un grande amore comune. A me è rimasta impressa la gara della Supersport del sabato: alla partenza il debuttante Glenn Irwin si porta in prima posizione seguito a un soffio da Alastair Seeley e Lee Johnston. I tre hanno percorso diversi giri praticamente insieme, nella curva dove mi ero posizionato sembravano un tutt’uno, tenuti insieme da un filo invisibile che li teneva sempre alla stessa, minima, distanza. Alla fine Seeley riuscirà a tagliare il traguardo per primo seguito da Johnston e Irwin, ma dovrebbero vincere un premio a parte tutti e tre per aver danzato insieme nelle curve.

Bello, anzi bellissimo rivedere Ian Hutchinson ritornare a combattere nei primi posti e riuscire ad arrivare secondo nella Superbike e terzo nella Superstock. Di storie ce ne sarebbero ancora tante, sarebbe bello poter raccontare le storie di tutti i piloti, dal primo fino all’ultimo che taglia il traguardo, ma il pilota che mi ha colpito maggiormente è stato Frank Petricola, pilota francese che nonostante un brutto incidente l’anno scorso sul Triangle, è tornato a correre. Nel corso di una intervista alla BBC dove gli chiedevano se avesse paura a ripassare nel luogo del suo incidente, dichiarava “Devo ricordarmi che la curva è a sinistra e non a destra…”. Frank, purtroppo, ha poi perso la vita durante le prove del Tourist Trophy.  Ciao Frank.