La rivincita delle piccole

Le principali novità di Eicma 2015 sono moto facili e poco potenti per il motociclista che vuole spendere poco,  per quello che ha capito che per divertirsi non servono 200 cavalli, per un pubblico femminile sempre più importante per il mercato e un giovane da distrarre a tutti i costi da “internet in piedi”. Quello appena concluso è un salone della moto che riflette una direzione ben precisa presa dai costruttori: affiancare alle supermoto – da almeno 1.200 cc ed elettronica sofisticata – mezzi facili, poco potenti, poco costosi, con poca manutenzione ma abbastanza cool da non apparire sfigati. Quasi tutte le case ci si stanno avvicinando: lo stile prevalente è quello naked, scrambler o cafè racer, anche se Kawasaki, Yamaha e KTM hanno proposto negli anni scorsi anche supersportive sotto i 400 cm3. Il mercato di queste moto è a livello globale ormai il più importante di tutti, mentre in Italia sta crescendo lentamente ed è composto dal motociclista che vuole spendere poco ma cerca un mezzo nuovo, dal motociclista che ha capito che non sono necessari 200 cavalli per divertirsi, dalla motociclista che preferisce una motocicletta facile e bassa (questo pubblico è in costante crescita) e, probabilmente, dal giovane che oggi sembra sempre più attratto da “internet in piedi” piuttosto che dalle due ruote; quest’ultimo è un pubblico cruciale se si vuole assicurare un ricambio generazionale al mondo delle due ruote.

BMW G310 R
Una vera rivoluzione il ritorno della Casa di Monaco nel segmento delle monocilindriche stradali sotto i 500 cm3. Risale infatti agli anni Sessanta l’ultima monocilindrica di 250 cm3, il cui motore era derivato direttamente dal boxer. Oggi questo legame si è perso, poiché si tratta di un prodotto totalmente inedito, fabbricato in India presso TVS, colosso da 2,5 milioni di moto l’anno e partner di BMW. La G 310 R dovrà vedersela soprattutto con la KTM 390 Duke, premiata dal mercato per l’ottimo rapporto peso-potenza e il prezzo contenuto in poco più di 5.000 euro, ma anche con la Kawasaki Z300, la Suzuki Inazuma 250 o la nuova Yamaha MT-03 di cui parliamo più avanti. Il prezzo non è stato ancora comunicato ma sarà fondamentale per il suo successo. La piccola tedesca è una Bmw a tutti gli effetti, pertanto propone soluzioni interessanti come il motore monocilindrico bialbero da 313 cc con cilindro rovesciato all’indietro che eroga 34 CV a 9.500 giri e con una coppia di 28 Nm a 7.500 giri. Il telaio è in acciaio, la forcella è a steli rovesciati da 41 mm, il freno anteriore è con pinza radiale di ByBre, il brand ’entrylevel di Brembo, su disco singolo da 300 mm; l’ABS è di serie. Il peso complessivo non è contenutissimo ma sotto i 160 kg (158,5 per la precisione). L’ergonomia  è personalizzabile con tre selle da terra da 815, 785 e 760 millimetri. Esteticamente è molto bella, aggressiva al punto giusto,  e sembra abbastanza abitabile anche per chi supera il metro e settanta.

Yamaha MT-03
Il nome non è nuovo ma adesso è più azzeccato; l’apprezzata monocilindrica che montava il Minarelli da 660 cm3 è stata trasformata in bicilindrica da 321 cm3 e potenza di 41 CV. La base tecnica è quella della R3 ma l’aspetto è da naked aggressiva con manubrio largo e sella da 780 mm. L’impianto frenante con Abs di serie  conta su un disco singolo anteriore da 298 mm con pinza a due pistoncini e un disco posteriore da 220 mm. Rispetto alla sportiva R3, questa interessante naked è appena più leggera: da 169 a 165 kg. Disponibile da febbraio 2016, la MT-03 costerà 5.090 euro f.c.

Mash Scrambler 400
Anche il giovane marchio francese allarga la gamma delle sue piccole da 125 e 250 cm3 con la Scrambler 400. Anche in questo caso lo stile della monocilindrica da 400 cc e 27,6 CV è vintage. Gli pneumatici sono leggermente tassellati e montati su cerchi da 19″ all’anteriore e 18″ al posteriore.  L’impianto frenante, che non comprende l’ABS, è composto da un disco singolo all’anteriore da 280 mm ed freno a tamburo al posteriore. L’avviamento è elettrico, ma non manca il classico pedale. La Scrambler 400 sarà disponibile da inizio 2016 a 5.740 euro; non poco in considerazione della dotazione tecnica e dell’assenza dell’ABS!

Ducati Scrambler 400
La Casa di Borgo Panigale ha proposto la sorellina della Scrambler 800, la Sixty2 (omaggio al primo modello uscito nel 1962) con motore da 399 cm3 raffreddato ad aria e 41 CV di potenza.Questa entry-level da 167 kg è proposta in tre colori: grigio, nero e un originale tangerine che ricorda il sole al tramonto. La ciclistica prevede una forcella tradizionale non regolabile davanti e un mono regolabile nel precarico dietro. L’impianto frenante può contare su un disco singolo anteriore da 320 mm e un posteriore da 245. L’ABS è di serie. Il disegno 2 in 1 del terminale di scarico a giro basso, gli specchietti tondi, il portatarga alto e le ruote in alluminio a razze incrociate (18” davanti e 17” dietro) sono i particolari inediti di questa versione. La piccola scrambler sarà capace di replicare il successo della sorella più grande? Il prezzo potrebbe fare la differenza ma al momento non è stato divulgato.

Mondial Hipster
Una inaspettata piccola cilindrata segna anche il ritorno di Mondial. Il design della cafè racer Hipster è sofisticato e classico e si fonde con la moderna tecnologia dei propulsori da 125 e 250 cm3 caratterizzati da 4 valvole, 6 marce, iniezione elettronica e raffreddamento a liquido. Il doppio ammortizzatore posteriore e la forcella UpSyde Down anteriore sono regolabili. I cerchi sono da 18 all’anteriore e 17 al posteriore. La potenza è di 11 kW per la 125 e 18.5 per la 250. Il serbatoio da 14 litri garantisce una buona autonomia, mentre il peso è decisamente contenuto: solo 130 kg a secco. Insomma, ce n’è veramente per tutti i gusti e rigorosamente sotto i 35 kW per rientrare nei limiti previsti per la patente A2. Tuttavia, anche se si tratta di moto vere capaci di regalare emozioni, il mercato italiano di questi mezzi è al momento abbastanza contenuto.  La qualità di queste nuove proposte sposterà l’ago della bilancia o addirittura incrementerà il mercato totale?

testi di di Maurizio Ferrero