Rekluse: la frizione automatica per l’Enduro

 

 

REKLUSE guarneri

La frizione automatica Rekluse è un componente collaudato, semplice ed efficace per facilitare la guida fuoristrada. E non solo ai neofiti. Ne abbiamo parlato presso la Inntek di Alba dove il titolare Mauro Spinardi ci ha spiegato come è nato e come funziona questo dispositivo.

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La storia della Rekluse inizia nel 2003 per opera di un ingegnere informatico appassionato di moto da fuoristrada e della loro tecnica. Aveva una delle prime Honda CRF450 da enduro. Una moto non troppo indicata per lo scopo, poiché nata per il motocross e quindi con un motore strapotente ma con un’erogazione piuttosto “cattiva”. Ispirandosi alle Pit-Bike, che utilizzano una frizione centrifuga, insieme a un amico titolare di un’officina meccanica con macchine CNC, ha sviluppato la prima idea di frizione automatica. Si trattava di un concetto ben diverso da quello espresso dall’ultima versione della Core EXP prodotta oggi, ma è stata comunque la base di partenza per comprendere sia la fattibilità dell’idea, sia altri vantaggi (e qualche piccolo svantaggio, costo di acquisto a parte…) che sono emersi durante lo sviluppo.

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La versione di accesso si chiama EXP Easy e prevede l’utilizzo del solo anello automatico che deve essere inserito al posto di due coppie di dischi. Di fatto si riduce la capacità di trasmissione di coppia della frizione (cui si supplisce montando molle di spinta rinforzate). Costa meno della metà del kit completo e consente di familiarizzare con il sistema. C’è da dire che dalla Easy si può poi passare alla Core EXP.

Tutto il segreto è in un anello composto da una serie di masse e delle molle di contrasto. Al variare del numero di giri del motore, e quindi della frizione, le masse si centrifugano vincendo la resistenza delle molle di contrasto. La fuoriuscita delle masse allarga i due dischi in alluminio guarniti che in pratica agiscono come le molle di pressione andando a comprimere il pacco dei dischi. In questo modo il sistema funge anche come un controllo della coppia, poichè nel caso in cui la marcia utilizzata non sia quella più adatta alla difficoltà che si sta affrontando e il motore scenda troppo di giri, diminuisce l’effetto di compressione sui dischi generando un leggero “slittamento” che consente al motore di non stallare. Sotto un certo regime il dispositivo si “stacca” e consente al motore di girare al minimo con la marcia innestata. Questo è un grosso vantaggio quando capita una di quelle cadute tipiche della marcia fuoristrada, dopo le quali rifare l’avviamento del motore non è sempre agevole. Per come è concepita, la frizione Rekluse consente, qualunque sia la marcia inserita, di rallentare fino a fermare le ruote senza che il motore si arresti.

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Per aiutare il controllo del mezzo nelle fermate in salita la Rekluse ha creato un kit per montare una leva di comando del freno posteriore sul manubrio in parallelo col pedale.


Questa condizione ha anche uno svantaggio, o meglio un “non vantaggio” come tiene a precisare Spinardi. Se ci si trova su una rampa in salita e ci si deve fermare per un qualunque motivo, non si può contare sulla resistenza offerta dal motore; con la frizione Rekluse il motore è sempre in folle. A tale proposito è stato inserito tra gli accessori un comando del freno posteriore al manubrio, per poter avere un aiuto in più in queste situazioni.
“La Innteck è dal 2004 che commercializza questo sistema” ci ha detto Spinardi, “e devo dire c’è voluto del tempo ma ora il prodotto non è più considerato un accessorio per i diversamente abili ma è per molti diventato un irrinunciabile accessorio, da montare immediatamente all’acquisto della nuova moto. Oltre a questo, abbiamo piloti che la utilizzano con successo nel mondiale di enduro a cominciare dal Team Red Moto Honda”.

La sempre maggior diffusione del sistema ha portato anche a un aumento dei feedback provenienti dagli utenti, consentendo di migliorare materiali e calibrazione delle masse in tempi relativamente brevi. La Innteck svolge un ruolo importante in questo senso, poiché collabora attivamente con l’R&D Rekluse per migliorare il prodotto. Nella prima soluzione, denominata Z-Start non era prevista la leva della frizione al manubrio. Una soluzione non del tutto gradita all’utenza, tanto che con la successiva Z-Start Pro tornava la leva, anche se con una funzionalità ridotta. L’ultima tecnologia EXP consente l’uso pressoché normale della frizione. L’anello EXP (visibile nelle foto allegate a queste note) è costituito da due dischi in alluminio guarniti sulla superficie esterna e conformati nel punto di unione per ospitare una serie di masse e molle di contrasto. Le molle sono fornite con 4 diverse rigidezze mentre c’è la possibilità di montare 3 masse diverse. Combinando queste caratteristiche si riesce ad ottenere una vasta gamma di reattività. Se utilizzata in modo corretto, la frizione Rekluse può durare fino al 25% in più di una frizione tradizionale. La frizione Rekluse consente di cambiare marcia senza tirare la frizione, una pratica già comune tra i fuoristradisti con le frizioni tradizionali e che in questo caso diventa ancora più fluida. Resta sconsigliabile la cambiata a pieno gas, controindicata con la tradizionale e anche con la Rekluse. Ma con un minimo di accortezza la manovra è facilissima.

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Questo è invece il contenuto del kit Core EXP per motori col comando della frizione a cavo meccanico.

Il top della gamma Rekluse è la frizione Core EXP composta dal mozzetto centrale in ergal 7075 con un trattamento superficiale di indurimento, i dischi condotti in acciaio tagliati al laser col profilo particolare, l’anello automatico, il piatto spingidisco con relativo registro (che può essere sia per comando meccanico sia idraulico), la viteria, le guarnizioni, le molle di spinta in acciaio inox 17-7 e le masse più le mollette per le regolazione dell’intervento. I dischi guarniti possono rimanere gli originali oppure utilizzare quelli proposti da Rekuse. C’è anche un nuovo coperchio realizzato sempre in ergal dal pieno che è più profondo dell’originale per fare spazio al nuovo ingombro assiale del gruppo frizione e consente anche di mettere un po’ più di lubrificante, cosa assolutamente non disprezzabile in questi motori ad altissime prestazioni.

Per verificare la praticità di montaggio e manutenzione di questa frizione ci siamo recati nell’officina RB Racing, dove il titolare Riccardo Balloca ci ha parlato della sua esperienza nell’installazione e la regolazione delle frizioni Rekluse.

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Per intervenire sulla frizione si deve coricare la moto sul fianco sinistro.

In base alla sua esperienza, ci ha detto che il dispositivo è pressoché indispensabile sui grossi 450 e dà comunque vantaggi anche su cilindrate inferiori. Il montaggi non presenta particolari difficoltà e può essere eseguito anche dal privato con una buona conoscenza meccanica, poiché si va a smontare e rimontare un organo piuttosto sollecitato dove le chiusure in coppia sono indispensabili. L’intervento i sostituzione o manutenzione può essere fatto con la moto coricata sul fianco sinistro.

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Ecco come si presenta la frizione Rekluse Core EXP montata sul motore Honda CRF 450.

Per la registrazione c’è un settaggio standard che può essere poi modificato in base alle richieste del pilota. Abbiamo simulato la registrazione del gioco attraverso il registro filettato, rispettando il settaggio standard che indica un giro più tre tacche dalla posizione in cui si annulla il gioco sul puntalino.

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Per la registrazione si devono svitare i due grani e quindi avvitare il registro fino ad annullare il gioco, mantenendo un minimo di gioco sulla leva al manubrio. Da quella condizione occorre avvitare di un giro più 2-3 tacche (c’è una scala graduata sul disco e un riferimento sul registro) e quindi serrare i due grani che hanno funzione antisvitamento.

Dopo l’avviamento è possibile inserire la prima marcia senza toccare la frizione. La moto ha un leggerissimo sobbalzo ma non si muove. Da lì è possibile aprire il gas per avere una progressione continua. Lo stesso vale per i successivi cambi marcia. Qualunque sia il rapporto innestato e poi possibile rallentare fino ad arrestarsi senza che il motore si fermi.

Per informazioni:
Innteck SrL
Viale Artigianato 30/C12051 – Alba (Cn)
Tel: 0173-612070
info@innteck.com
www.innteck.com

franco daudo

Redazione: Moto Tecnica Moto Storiche & d'Epoca