Moto o bicicletta? Bicicletto!

L’idea ha solo due anni, ma sono bastati per concretizzarla in un prodotto che è destinato a lasciare il segno: “Siamo dei giovani imprenditori con esperienze diverse che hanno deciso di unirsi per superare, insieme, la crisi che ha colpito la nostra città, Torino”. Così esordisce Julianto Imprescia, presidente e uno dei tre soci di SPA, seduto dietro la scrivania dello showroom dove sono esposti i Bicicletto. Sa dove vuole arrivare e lo dimostra fin dal primo approccio: “Ovviamente nel gruppo c’è una forte componente di design, proprio per l’estrazione professionale di qualcuno di noi, ma io, ad esempio, sono un avvocato specializzato in brevetti, marchi e proprietà industriali. Ognuno contribuisce per quelle che sono le sue competenze”. Ecco spiegato perchè è stato ‘ripescato’ il marchio storico SPA: “Va premesso che lo scopo della nostra impresa era lanciare un progetto di rinnovamento tecnologico di alcuni veicoli nell’ottica del crescente interesse nell’elettrico. Abbiamo quindi cercato un marchio italiano e abbiamo trovato SPA, un brand torinese fondato nel 1906, dunque agli albori della motorizzazione, le cui radici erano proprio nel quartiere dove abbiamo aperto la nostra sede, un luogo ricco di tradizioni: pensate che a due passi sorgeva lo storico stabilimento Lancia dominato dal famoso ‘grattacielo’…”.

Bicicletto

La SPA, quella antica, ha spaziato in diversi campi: dalle auto di lusso a quelle da corsa, dai motori aeronautici ai camion, dimostrando forte dinamicità e voglia di innovazione. Poi nel 1926 il marchio fu acquisito da Fiat che lo utilizzò solo nel settore autocarri fino al 1949. Senza escludere a priori alcun tipo di veicolo, il primo passo della nuova SPA è stato però quello di reinterpretare una bicicletta, sia nella forma sia nel sistema di assistenza alla pedalata. “All’inizio pensavamo sarebbe stato semplice, ma ben presto, non avendo un’esperienza diretta in questo settore, ci siamo resi conto di quanto questo prodotto sia complesso. Comunque nel giugno 2014 uno dei nostri designer ha sfornato il primo progetto del ‘Bicicletto’ e a novembre abbiamo debuttato all’EICMA con un prototipo. Doveva essere un esercizio per comunicare che il marchio SPA era rinato, poi…”. Il successo ottenuto all’EICMA ha convinto i ragazzi di SPA a proseguire e quindi industrializzare il loro prototipo. Trascorsi altri otto mesi il prodotto finale era pronto, mantenendo sostanzialmente le stesse forme del ‘concept’ ma affinando ogni componente, incluso l’esclusivo telaio monoscocca che ha consentito di ridurre il peso a solo 15,8 kg. La batteria è inserita nel telaio mentre il finto serbatoio, che contribuisce fortemente ad evocare la moto, può contenere una cassa bluetooth per ascoltare la musica o fare brevi telefonate: “Senza l’uso delle cuffie, che riteniamo estremamente pericolose nel traffico urbano…”. Dunque dall’inizio del 2016 Bicicletto è in vendita in due forme: Tradizione Italiana, completamente nero matt, motore autolimitato a 25 km/h, batteria da 36V-15Ah, freni idraulici C1 forniti da Formula di Prato, e SPA Edition, col motore potenziato che consente di raggiungere i 70 km/h (a seconda dei mercati sui quali ci si muove), i freni maggiorati T1 Racing e batteria 36V-20Ah. “Partiamo da un’autonomia base di 60/70 chilometri“, ci dice Silvia Giordano, l’altro socio che si occupa di comunicazione e marketing, “fino ad arrivare a oltre 200 chilometri raddoppiando il pacco batteria da 20Ah, come già previsto nel dimensionamento del vano nel telaio”. Il tempo di ricarica è di circa 4 ore ma nelle prime 2 ore la ricarica arriva già all’80%.

Ci sono poi altri dettagli hi-tech coi quali Bicicletto intende scavare un solco ancora più profondo rispetto agli altri prodotti presenti sul mercato che in comune, detto per inciso, hanno soltanto la pedalata assistita… Interessante il fanale anteriore asportabile, che funge in questo modo da interruttore per inibire il funzionamento elettrico. Al suo interno c’è lo stesso ‘angel eye’ allo xenon montato da BMW. Il tessuto che ricopre il serbatoio è un altro prodotto hi-tech impermeabile e indistruttibile, lo stesso dei pannelli fonoassorbenti utilizzati sulle autostrade tedesche e svizzere. E poi tutta la componentistica attinge dai migliori specialisti del settore ciclistico di alta gamma rigorosamente italiani.

Nell’evoluzione di Bicicletto una versione più dedicata all’off-road, con possibilità di montare forcella elastica e ruote da 27,5″ (anziché 26″) con pneumatici maggiorati.

“Su una cosa vogliamo essere trasparenti: Bicicletto è un prodotto al 100% italiano. Anche la batteria è ‘made in Italy’ pur se le celle di litio sono di provenienza cinese. Il loro assemblaggio avviene infatti presso un’azienda di Settimo Milanese”, aggiunge la Giordano. “A questo progetto collaborano una trentina di aziende italiane, la maggior parte situate nel territorio piemontese. Chiaramente questo incide in modo pesante sui costi, ma ci è sembrato l’unico modo per mantenere il totale controllo del processo e ottenere una qualità adeguata alle ambizioni di questo mezzo”.

Riguardo il limite dei 25 orari, alla SPA hanno le idee chiare: “La legislazione italiana deve al più presto essere rivista, anche in considerazione di un’unificazione con gli altri Stati europei: in Germania, ad esempio, siamo a 35 km/h e negli Stati Uniti e in Canada a 35… miglia orarie. Dunque un adeguamento è necessario, anche per adattare l’utilizzo delle biciclette assistite alle esigenze del traffico moderno, pur mantenendo il vincolo dell’acceleratore che non può agire sul controllo di potenza se non è affiancato dalla rotazione della pedaliera. In ogni caso il mercato della bici elettrica è in così forte evoluzione che deve essere seguito costantemente da chi legifera”.

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Tutti questi contenuti non possono certo essere tipici di un prodotto economico. Anzi, il termine Rolls-Royce delle biciclette elettriche che qualcuno ha coniato per Bicicletto è ampiamente giustificato da un prezzo di vendita che parte da 9.200 €, che ovviamente sale, e anche di molto, se si esagera con gli optional e le personalizzazioni. “Abbiamo ricevuto delle critiche sul prezzo soprattutto da persone che non conoscevano a fondo il prodotto e alla fine abbiamo capito che Bicicletto, pur essendo italiano, non interessa troppo agli italiani”, aggiunge con un certo disappunto Giordano. “In effetti i contatti più concreti arrivano dall’estero. Quello che ci ha pure lasciato perplessi e il fatto che di questo progetto, così come di altri nati su questo territorio, a Torino e in generale in Piemonte se ne sia parlato pochissimo. Il primo articolo sul quotidiano La Stampa è arrivato oltre un anno dopo la presentazione, mentre la stampa estera si è espressa subito dopo EICMA 2014. Oltre a questo abbiamo avuto la soddisfazione di vedere Bicicletto inserito nell’elenco, pubblicato dal Financial Times, delle dieci biciclette più lussuose al mondo. Una delle poche, tra l’altro, ad essere prodotta…”. Non solo, SPA è stata premiata all’Expo 2015 da Bain&Company come eccellenza tra le start-up e a Roma i soci sono stati menzionati tra i 10 più brillanti imprenditori under-40. Dunque, e questo vale per tante giovani realtà imprenditoriali, evidentemente non basta essere bravi per emergere ed è dunque giusto ‘tirare le orecchie’ a chi, potendolo fare attraverso la comunicazione o il finanziamento, non dà il giusto risalto a coloro che, a diverso titolo, vogliono contribuire a risollevare le sorti della nostra povera (e non solo in senso metaforico) Penisola, ‘inventandosi’ un’attività.

Tornando a Bicicletto, esso non deve essere collocato frettolosamente tra le ‘bici elettriche’ ma piuttosto tra i veicoli ibridi che consento una mobilità metropolitana rapida ed ecologica ma con stile ed esclusività. Solo così, dando ampio risalto ai contenuti tecnici ed estetici, è infatti possibile giustificare l’elevato prezzo di vendita. SPA venderà Bicicletto ovunque nel mondo, Stati Uniti compresi, attraverso dei selezionati distributori. “Dell’assistenza ce ne occupiamo direttamente nella nostra sede”, conclude Imprescia. “Il cliente riceve Bicicletto in una scatola di legno smontabile che potrà essere eventualmente riutilizzata per ritornarci il mezzo difettoso. Decideremo noi se sostituire il singolo componente o tutto quanto. Il nostro cliente ha acquistato un mezzo esclusivo e il post vendita deve essere all’altezza…”.

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franco daudo

Redazione: Moto Tecnica Moto Storiche & d'Epoca