Honda SH125i-150i ABS: avanti tutta

Honda

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E’ nato nel 1984 è ha portato nella produzione di massa quella tipologia di mezzi a due ruote a metà strada tra lo scooter e la moto che fino ad allora non era ancora stata esplorata dai grandi Costruttori. Oggi, dopo oltre trent’anni di costante evoluzione, quel concetto è ancora pienamente percettibile e l’SH della Honda non accenna a diminuire il successo che le sorride ormai da anni: l’SH150 è stato il modello più venduto in Italia dal 2001 al 2009, ha poi ceduto temporaneamente lo scettro al fratello maggiore SH300i ed è poi tornato in vetta dal 2013 al 2016, anno in cui il numero di SH125i-150i venduti nel nostro Paese ha superato la soglia delle 400.000 unità. Non solo: dopo aver trasferito la produzione per tutta l’Europa ad Atessa, in Abruzzo, l’SH è divenuto davvero un prodotto ‘made in Italy’, tanto che anche lo stile è ormai da anni sviluppato a Roma, nell’unico centro R&D e stile europeo della Honda.

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Non è dunque un caso sia stato Valerio Aiello il designer che ha presento le principali innovazioni stilistiche del nuovo SH. Restano le ruota da 16″ e la pedana piatta, gli elementi iconici dell’SH, ma tutt’attorno le forme si sono evolute per creare volumi più importanti e ben raccordati, per aumentare la protettività e la funzionalità, quasi ad ‘avvolgere’, integrandosi, con chi sta in sella. L’illuminazione è ora affidata a luci LED, incluse le diurne che tagliano con due linee oblique lo scudo. Sono di serie anche l’ampio parabrezza e le protezioni per le mani, indispensabili per rendere un po’ più confortevoli gli spostamenti invernali. Resta il cruscotto suddiviso in tre quadranti analogici più un piccolo display digitale: tutto ciò che serve per avere tutto sotto controllo. Alla presentazione stampa, avvenuta a Firenze, la Honda ha portato anche tutte le versioni passate dell’SH125-150 per permettere la verifica dal vivo dell’evoluzione nella tradizione. Ciò che salta all’occhio, mettendo al fianco il primo SH50 con l’ultimo SH150i sono le dimensioni: anche in questo caso e avvenuto lo stesso processo di ‘gonfiaggio’ cui abbiamo assistito sulle (ex) utilitarie a quattro ruote Fiat 500 e Mini, per citarne due che messe a confronto oggi con le antenate sembrano grandi… il doppio, pur rimanendo inconfondibilmente simili.

In generale l’SH presenta livelli di finitura eccellenti, che ad ogni restyling alla Honda cercano di migliorare ulteriormente, nonostante si tratti di un mezzo sostanzialmente economico, pur se il prezzo di vendita non è da ‘attacco’ assoluto. Dunque nulla da eccepire, inclusi gli accoppiamenti tra le varie parti e la qualità dell’assemblaggio. E’ sparita la chiave tradizionale per lasciare il posto alla Honda Smart Key che resta in tasca e quando si è a meno di 2 metri abilita l’avviamento e l’accesso alla sella e quindi al tappo del serbatoio, oltre al bloccasterzo elettrico. Sulla Smart Key c’è pur un pulsante che attiva il lampeggio per riconoscere il proprio SH in mezzo agli altri… Non mancano la presa a 12V e una serie di piccoli vani portaoggetti.

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Il motore resta il monocilindrico quattro tempi monoalbero in testa con distribuzione a due valvole. Ha dimensioni quadre di 58 x 57,9mm per 153cc. Potenza e coppia sono leggermente migliori che in passato e lo stesso dicasi sulle emissioni, segno di una ulteriore messa a punto della combustione e del settaggio del sistema di iniezione PGM-FI. L’accelerazione è brillante e si arriva presto alla velocità massima. Nel giro di prova effettuato, che comprendeva città e un’escursione di circa 30 chilometri sulle colline nei dintorni di Firenze abbiamo registrato un consumo medio di 40 km/litro. E crediamo che stando attenti col gas si possa avvicinare il ‘muro’ dei 2 litri/100km, che, con un serbatoio da 7,5 litri significherebbe un’autonomia di quasi 400km. Con emissioni secondo la Euro4 (il 125cc emette 52grCO2/km) questi motori endotermici ad alta efficienza e basso attrito restano ancora una validissima alternativa all’elettrico in città. Il sistema Start&Stop funziona molto bene: il motore si spegne dopo 3 secondi di sosta e si predispone per il successivo avviamento che avviene in modo quasi impercettibile appena si tocca l’acceleratore. La trasmissione CVT è silenziosa e progressiva anche se l’effetto del freno motore è ovviamente limitato.

Il telaio tubolare è accoppiato a ruote in lega leggera da 16″ che montano pneumatici Michelin City Grip. La sella è posta a circa 800mm da terra e unita alla pedana bassa e piatta obbliga a una posizione di guida praticamente seduta, col le gambe piegate a 90° e le braccia leggermente flesse. Una postura naturale che però non aiuta a contrastare le buche presenti sulle disastrate strade delle nostre città. Personalmente avrei preferito i piedi un po’ più arretrati per poter essere più reattivo ad esempio sui dossi. Le sospensioni sono tarate sul rigido e dunque per il comfort serve l’aiuto della sella, la cui imbottitura e sufficientemente morbida. La forcella ha steli da 33m e una escursione di 89mm. HondaI freni, entrambi a disco da 240mm, hanno un intervento progressivo e anche in emergenza è difficile bloccarli. Quando serve c’è comunque l’ABS a due canali. L’SH125i ABS è proposto in quattro colori ed è in vendita completo di parabrezza e paramani a 3.390 € f.c (3.540 € f.c. per l’SH150i ABS).

franco daudo

Redazione: Moto Tecnica Moto Storiche & d'Epoca