2 Bonneville by Triumph Torino

001 Apertura a doppia pagina

Di solito i fan di Valentino Rossi o del povero Marco Simoncelli amano ricordare i loro idoli riportando il loro numero di gara sulla moto, sul casco o l’abbigliamento, ma quel 57 stampato sulle due Special che fanno bella mostra di se nella vetrina della concessionaria Triumph di Torino non mi ricordano nessun campione famoso. Ce lo spiega Piero Marchesi, titolare di questa avviata showroom con annessa un’ordinata officina di assistenza: “Sono due personalizzazioni fatte realizzare da un mio cliente che è nato nel 1957 e dunque compie quest’anno i fatidici sessant’anni… Tutto qui. Ora sono qui poiché è rimasto fulminato dall’ultima Triumph Bobber, di fatto una Special già confezionata dalla Casa. L’ha acquistata e ha deciso di mettere in vendita questi gioielli, nei quali vi assicuro ha investito fior di quattrini, senza compromessi”. In effetti non ci è sfuggita la raffinatezza di alcune soluzioni e la proporzione dell’insieme, compito non sempre facile da ottenere quando si interviene pesantemente su moto come la Triumph Bonneville, già piuttosto caratterizzata.

E' in stile flat track la prima delle due Special su base Bonneville proposte dalla Triumph Torino. La base in questo caso è una T100 del 2006.

E’ in stile flat track la prima delle due Special su base Bonneville proposte dalla Triumph Torino. La base in questo caso è una T100 del 2006.

Like a rolling stone…
La prima che vi presentiamo, battezzata The Little Red Rooster, è opera della Kaos Design di Cusago (MI), una vecchia conoscenza di Moto Tecnica che molti anni fa presentò un’interessante realizzazione su base Buell, quando la gloriosa piccola factory americana era ancora sulla cresta dell’onda. La base è una Bonneville T100 del 2006, quindi ancora a carburatori, cosa di non poco conto se si vuole realizzare un serbatoio tipo ‘flat track’ il cui volume interno non è certo ideale per installarvi una pompa elettrica. Serbatoio, codino e fianchetti sono stati fatti a mano e su misura, seguendo le influenze americane care a Francesco, il proprietario (ma crediamo ancora per poco…) di questa vera e propria opera d’arte.


E’ lui che ha ideato il ‘look’ e che lo ha perseguito fino in fondo seguendo passo-passo il procedere dei lavori. L’estetica è dunque il punto focale di questa Triumph, poiché nulla di importante è stato eseguito sul telaio, mentre freni e sospensioni sono stati radicalmente trasformati per sostituire, in meglio, la non così raffinata dotazione originale.  Dunque la striminzita forcella tradizionale ha lasciato il posto a una ben più imponente up-side-down della WP sul cui piedino sinistro è stata applicata una pinza radiale Brembo a quattro pistoncini. Dietro troviamo una coppia di ammortizzatori Ohlins S36PL. Per le ruote, la scelta è caduta su cerchi da 19″ della FA-BA montati su mozzi in lega leggera ricavati dal pieno, anch’essi della FA-BA. Niente parafango anteriore, ovviamente, grande targa portanumero con due faretti sovrapposti e componenti di prim’ordine a livello di manubrio, specchietti e accessori. Bellissimi gli  scarichi dai quali esce un sound assolutamente ‘celestiale’ ma decisamente fuori dai canoni dei tutori dell’ordine…  La verniciatura, fattore fondamentale per l’esito finale del lavoro, è una delle specialità di Kaos: l’effetto si chiama Metal-K e i colori scelti, il rosso amaranto e il silver, si sposano perfettamente col nero del telaio. La sella è ricoperta di pelle con delle vistose borchie tipicamente anni ’70. Su un fianco è cucita la ‘linguaccia’ simbolo dei Rolling Stones.  Un omaggio al gruppo preferito di Francesco che ha ricordato gli inossidabili musicisti inglesi dando alla sua creatura il nome  Little Red Rooster, un classico blues inciso da Howlin’ Wolf nel 1961 e ripreso dagli Stones per un loro singolo del 1964…

Ha invece mantenuto lo stile Scrambler originale la seconda special, opera di UK Garage.

Ha invece mantenuto lo stile Scrambler originale la seconda special, opera di UK Garage.

Scrambler rewind
In questo caso la base è più recente e precisamente una Scrambler del 2012 sulla quale gli interventi estetici sono stati meno radicali e, in parte un po’ scontati, vista la moda imperante delle ruote tassellate sulle stradali e delle selle ‘a panchetta’ (anche se in questo caso con la fodera in cuoio personalizzatta nuovamente col logo dei Rolling Stones). La TS57 (come si vede il numero ‘magico’ di Francesco ricorre ancora…) è stata allestita nell’officina UK Garage che per la componentistica ha attinto da più fonti: innanzitutto da Ohlins che ha fornito la forcella up-side-down e gli ammortizzatori piggy-back regolabili nell’interasse, nel precarico molla e nell’idraulica; poi dalla tedesca LSL, dalla quale sono stati approvvigionati la protezione del pignone, realizzata in alluminio lavorato dal pieno CNC e il carter paracatena, anch’esso in alluminio.

Il manubrio, solo leggermente rialzato e largo come si addice a una scrambler, è montato su riser in alluminio anodizzato nero forniti sempre da LSL. Le ruote hanno mantenuto le misure originali, ma montano ora dei tassellati Continental TKC80. Il freno anteriore, monodisco, adotta una pinza radiale della Magura, mentre la fornitura dalla Germania si completa con parafanghi, portatarga e un piccolo faretto forniti dalla JVB.  Lo scarico è un due-in-uno basso coi collettori fasciati con del nastro simil-amianto: una soluzione che personalmente non ci piace troppo: avremmo preferito il metallo in vista. Molto bello invece il silenziatore a doppio cono in perfetto stile anni ’70. Ciliegina sulla torta il serbatoio, modificato nella forma e con una finitura decisamente fuori dal comune, opera di Kaos Design: la superficie è stata sverniciata poi spazzolata e infine è stata applicata una finitura che ha creato un ‘effetto vintage’ con addirittura un finto ma estremamente realistico alone di benzina intorno al tappo di rifornimento, un dettaglio che dona al tutto un grande appeal.

Le moto, finchè non saranno vendute, sono visibili presso le vetrine di Triumph Torino, in via Giambattista Lulli 32 (tel. 011.752448 – email info@happymoto.it).