MV AGUSTA F4 312RR: gioiello ancora più prezioso

MV Agusta

La MV Agusta F4 312 RR potrebbe già essere definita una moto molto speciale visto che il suffisso 312 rappresenta la velocità massima… Ma per Andrea Portoni questo non era evidentemente abbastanza visto che della moto di partenza ha tenuto il traliccio del telaio e poco altro.

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Il motore è rimasto abbastanza originale: un filtro d’aria BMC, una ripresa di fresa della testa per aumentare il rapporto di compressione e uno scarico più performante. I collettori sono degli Arrow SBK in titanio mentre i terminali sono MV Agusta Corse F1, anch’essi in titanio. L’impianto di raffreddamento è stato rivisto con un kit dell’officina Evolution Bike (officina milanese specializzata in MV Agusta) comprendente una girante della pompa dell’acqua più grossa per avere una portata maggiore e delle ventole del radiatore in alluminio più larghe e con un profilo diverso. I manicotti sono stati sostituiti con dei tubi siliconici della SFS Performance. MV AgustaA tutto questo è abbinata una centralina Microtec M226 con due mappe preimpostate: una a potenza piena mentre è plafonata a “soli” 160 CV. Le mappe sono selezionabili direttamente dal semimanubrio sinistro (la pulsanteria per la selezione delle mappe è artigianale). Da qui si setta anche l’intervento del controllo di trazione proveniente dalla HRT, officina particolarmente affezionata alle MV. I tecnici di Microtec e di HRT hanno infine lavorato assieme sulla centralina (mediante prove su un banco BAPRO birullo) per sfruttare tutte le potenzialità del motore: il risultato è stato di 203,6 CV a 12.160 giri/min e una coppia di 124 Nm a 10.225 giri/min (all’albero). Valori decisamente impressionanti. La frizione una STM con dispositivo antisaltellamento. Il quadro strumenti digitale è un AIM MXL “Strada” con cablaggio dedicato che conferisce un tocco spiccatamente racing.

Per la ciclistica, davanti c’è una forcella Marzocchi RAC 50mm SBK con foderi anodizzati oro, completamente regolabile. Al retrotreno invece c’è un classico mono Ohlins TTX 36, anch’esso completamente regolabile (basse e alte velocità separate). Per la frenata si è ricorso a quanto di meglio disponibile sul mercato: pompa radiale Brembo forgiata 19×20 (anche la frizione ha una pompa Brembo ricavata dal pieno 16×18) e pinze Brembo P4 30/34 CNC ricavate dal pieno. I dischi, completamente flottanti, sono dei Brembo Superlight da 5,5 mm di spessore, mentre al posteriore abbiamo un singolo disco a margherita della Braking. I cerchi originali sono stati sostituiti con dei Marchesini Legend in alluminio di colore oro. Il traliccio del telaio non è stato toccato, mentre il telaietto posteriore è stato sostituito con quello monoposto Tamburini da catalogo MV. MV AgustaCura maniacale per ridurre il peso: la maggior parte dei componenti infatti ora è di materiale pregiato ed ultraleggero. Innanzitutto è stato montato il kit completo magnesio MV Corse che comprende le piastre del telaio, forcellone, piastra inferiore di sterzo e mozzo eccentrico tutto in magnesio. Oltre a questi, anche la coppa dell’olio, il coperchio carter frizione, il coperchio ruota fonica e la stupenda piastra superiore di sterzo sono in magnesio e provengono anch’essi dal catalogo MV Corse. Le carene complete, il serbatoio e l’airbox sono di carbonio realizzati dalla Resincarbon. E’ stato montato anche il kit Carbonio completo MV Corse che comprende i parafanghi, i condotti dell’aria dell’airbox, coperchio impianto elettrico destro e sinistro, coperchio accensione, fianchetti airbox, copricatena, paratacchi, paratia paracalore e protezione

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 radiatore inferiore. Le vaschette dell’olio freno e frizione sono in alluminio ricavate dal pieno, come anche la flangia portacorona. Ovviamente nulla è lasciato al caso ed anche la catena originale ha lasciato il posto a una RK rossa con passo 520 mm. Infine per completare l’estetica un plexy MV Corse con trattamento al titanio rifinito in oro ha sostituito quello originale, l’illuminazione è stata affidata ad un faro Xeno all’anteriore e a un led al posteriore e la sella è in misto pelle/alcantara. Andrea Portoni desidera ringraziare le officine Evolution Bike (www.evolutionbike.it) e H.R.T. Racing di Solbiate Olona e l’amico Alberto Vandelli per averlo aiutato a “creare” la moto dei suoi sogni.

franco daudo

Redazione: Moto Tecnica Moto Storiche & d'Epoca